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Patate Namaste

TITOLO: PATATE NAMASTE' JUMLA
PERIODO: 2011
PARTNER LOCALE: 4S
BUDGET: 50.000 €

OBIETTIVO: integrare il reddito di 200 famiglie del distretto di Jumla – VDC di Patmara, grazie all’incremento della produzione delle patate, il miglioramento dei sistemi di stoccaggio e l’ampliamento del mercato per la vendita del tubero, unica risorsa di sostentamento per gli abitanti del posto
 
Il distretto di Jumla è uno fra i più poveri ed arretrati del Nepal. Isolato dal resto del paese, interamente montuoso, con temperature glaciali per buona parte dell'anno ed un terreno molto povero, raramente garantisce ai suoi abitanti cibo per tutti i dodici mesi. Per peggiorare la situazione, nel VDC di Patmara (in cui il progetto ha luogo) ed in quelli limitrofi, l'unica attività economica rilevante è la coltivazione di patate, effettuata ancora con metodi antiquati.
 
Il progetto Patate Namastè, scaturito dall’incontro con la Presidente di Namaste – Onore a te, Valeria Palmieri e alla immediata sintonia creatosi con la Responsabile dei Progetti di Apeiron, Barbara Monachesi, parte proprio dalla constatazione che l'unica risorsa utilizzabile in loco è la patata. Grazie al miglioramento delle sementi, delle tecniche di coltivazione e stoccaggio ed, infine, grazie all'istituzione di collegamenti con mercati locali, il progetto mira a garantire la sicurezza alimentare e generare reddito sostenibile per 200 beneficiari (133 donne e 67 uomini) e per le loro famiglie. 
il progetto e' stato elaborato sulla base dei risultati di una mappatura sociale che ci ha permesso di individuare i reali bisogni rimari della popolazione locale.
ne locale e di scegliere tra questa i beneficiari ideali per il progetto.
 
Dopo aver selezionato un referente locale, è stato scelto il VDC in cui operare (Patmara) e sono state elencate le attività per raggiungere l'obiettivo prepostoci: 
Un altro problema fortemente sentito a Patmara è la cronica mancanza di strutture per l'irrigazione: per questo circa 4000 metri di tubo sono già stati acquistati e posti in opera. Infine, durante lla fase di studio ed analisi, è emersa l'esistenza di un fiorente mercato per i semi delle patate: si è quindi deciso di destinare il lavoro di 80 dei 200 beneficiari alla produzione di semi, costruendo anche un magazzino comunitario che potrà ospitare 10 – 15 tonnellate di sementi. Privilegiando sempre un approccio cooperativo e collettivo e rilevatasi l’esistenza di una cooperativa gia’ operante in loco, Apeiron ne ha predisposto il coinvolgimento. I beneficiari del progetto Patate Namaste’, infatti, ne diventeranno membri, e gestiranno il magazzino e la compra-vendita delle patate per mezzo della cooperativa medesima.
 
L'assenza di una mentalità imprenditoriale e, soprattutto, l’isolamento in cui si trova il distretto di Jumla (raggiungibile con 3-4 giorni di cammino dai principali collegamenti stradali o in aereo) sono le cause principali dello scarso mercato delle patate. Il piano per l’ampliamento del mercato e’ ancora in fase di elaborazione. Il suggerimento di Valeria, Presidente di Namaste’ – Onore a Te, di verificare i costi e la fattibilita’ per un piano di miglioramento della rete stradale (talmente povera allo stato attuale che costringe i contadini, soprattutto le donne, a trasportare tutto, comprese le patate, a spalle, in gerle fatte a mano) e’ stato accolto con entusiasmo ed e’ ora al vaglio da parte dello staff di Apeiron a Jumla e sara’ senza dubbio considerato parte integrante di un eventuale successivo intervento!
 
La sostenibilità dell'intero progetto è assicurata da diversi fattori: le scelte effettuate insieme ai beneficiari, l'utilizzo di materiali e manodopera locali, la gestione collettiva del magazzino per i semi e, soprattutto, il semplice miglioramento di qualcosa già esistente, senza voler introdurre alcunché di nuovo e potenzialmente destabilizzante per i delicati equilibri sociali, culturali ed ambientali della zona.
dalla distribuzione di sementi ad alta qualità alla costruzione di nuovi magazzini di stoccaggio per le patate. Dall’analisi effettuata in loco è infatti emerso che quelli tradizionali, semplici buchi nel terreno coperti con paglia e fango, portano ad una perdita annuale del 40% del raccolto. Per ovviare a questo problema si sono studiate varie possibilità, e si è infine scelto di adottare un sistema implementato in Afghanistan, in condizioni climatiche pressoché identiche a quelle presenti a Jumla; in sostanza, si tratta di migliorare l'efficienza dei pit stores (i magazzini tradizionali) aumentandone la circolazione dell'aria – per prevenire la formazione di muffe e funghi – e rendendoli inaccessibili a roditori ed altri animali, con l'utilizzo di grate e cemento. È la prima volta che in Nepal si introduce questo sistema, ed il NARC (Nepal Agricultural Research Center), coinvolto con entusiasmo nel progetto, si è già reso disponibile a monitorare i risultati. 


Per seguire lo stato del progetto, leggete gli aggiornamenti nelle relazioni sottostanti:
REPORT PATATE NAMASTE' - OTTOBRE 2011 (912,8 Kb)
REPORT PATATE NAMASTE' - GIUGNO 2011 (975,1 Kb)
REPORT PATATE NAMASTE' - MAGGIO 2011 (461,4 Kb)

donne di Jumla con sacchi di riso
donne di Jumla con sacchi di riso

fonte pubblica nel villaggio di Rhiini
fonte pubblica nel villaggio di Rhiini

incontro con le donne di Rhiini
incontro con le donne di Rhiini

bambini nel villaggio di Urtu
bambini nel villaggio di Urtu

occhiali di bamboo!
occhiali di bamboo!

 
 
   
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