DIARIO DI ROBERTO
DIARIO
Nepal, 30 Agosto - 14 Settembre 2004
Roberto Musna
Ciao sono Roby, e a 53 anni mi sono regalato un viaggio per venire a trovare l'amico Sauro, doveva essere una vacanza si e' trasformata invece in una delle esperienze più importanti della mia vita, e non parlo dei templi dei bramini o di tutto quello per cui forse pensavo valesse la pena di fare questo viaggio, ma parlo dell'umanità che qui ho trovato , della facilità con cui sono riuscito a comunicare con la gente, dello sguardo dei bambini che ho fotografato e che difficilmente riuscirò a dimenticare . Quello che mi ha colpito del Nepal è la pazienza della persone quasi come se considerassero la loro condizione una costante non variabile; c'è una rassegnazione, alla sporcizia ai disagi che costellano la loro vita quotidiana che ha dell'incredibile, ma nello stesso tempo c'è una serenità che difficilmente noi occidentali riusciamo a comprendere. Ma per fortuna ci sono dei segnali di cambiamento, le donne che ho visto coinvolte nell'attività di Apeiron mi sono sembrate diverse hanno un'altra luce negli
occhi, e forse hanno anche finalmente una speranza nel futuro e qui non e' poco. E' terribile Kathmandu con il suo traffico caotico e inquinante con i suoi vicoli traboccanti di varia umanità così distanti da noi e dalle nostre città che se raccontati a chi e' lontano diventano improbabili, ma la voglia di muoversi di dare un contributo anche minimo per cambiare le cose diventa un pensiero costante. Spero nel mio piccolo di riuscire a mettere un piolo alla scala di speranza che qui stanno costruendo. Grazie Sauro, grazie Silvia e grazie a tutti quelli che hanno condiviso con me questi 15 giorni che non sono passati invano.
Ciao a tutti Roby