Casa Nepal
Data di partenza del progetto: proposta progettuale 2005
Collaborazioni: Diego Rossetti
Obiettivi e contenuti del progetto:
Creazione di una struttura di accoglienza temporanea per donne e bambini
vittime di violenza o discriminazione. Casa Nepal offre ospitalità a donne
con i loro bambini per un periodo massimo di 18 mesi; durante questo periodo
viene offerto sostegno psicologico ai fini della riabilitazione delle vittime
di violenza (counseling, danza-terapia etc) corsi base di alfabetizzatone,
di igiene e salute, di economia domestica; sulla base delle diverse attitudini
vengono offerti corsi di formazione professionale (tessitura, taglio e cucito,
economia alberghiera etc). Alla fine del soggiorno a Casa Nepal le donne ricevono
assistenza e sostegno per trovare un lavoro o avviare una attività in proprio,
attraverso il “Fondo Previdenziale” e il “Fondo di microcredito”. I bambini
vengono inseriti a scuola e le madri vengono aiutate a far fronte alle spese
scolastiche anche dopo la fine del soggiorno a Casa Nepal
Aggiornamento settembre 2006:
Il progetto “Casa Nepal” nasce dalla collaborazione con Diego Rossetti.
Apeiron rivestirà il ruolo di implementatore dell’intero progetto in Nepal
per garantire trasparenza ed efficienza nella gestione della progettata
casa-rifugio per donne e bambini. Il progetto prevede l’affitto e l’allestimento
di una casa-rifugio aperta sia alle donne sole con bambini che ai bambini
orfani o abbandonati. Nella casa-rifugio saranno ospitati circa 40 tra
donne e bambini che riceveranno vitto, alloggio, assistenza medica, psicologica e formazione professionale.
I bambini ospitati saranno inseriti in scuole; la retta e il materiale didattico
saranno assicurati dal progetto. Apeiron inserirà le donne in programmi
di reinserimento sociale e di formazione, al fine di rendere le stesse
economicamente autosufficienti. Apeiron si occuperà della selezione delle
beneficiarie e dei beneficiari, del monitoraggio, della gestione della
casa, del controllo contabile per conto del donatore.
Sono stati coinvolti altri donatori come l’organizzazione Clown One di
Milano che in ottobre realizzerà una serie di performance in scuole, ospedali,
orfanotrofi e che ha deciso di devolvere parte dei proventi della sua
campagna di raccolta fondi ai progetti di Apeiron.
Aggiornamento aprile 2008:
Casa Nepal aperta dopo tante difficoltà solo nell’aprile 2007 ha al suo attivo
un anno di attività rivolta a 14 donne e 16 minori. I casi sono stati selezionati
attentamente dal personale di Apeiron in collaborazione con il partner nepalese
Sahara Group, con altre organizzazioni che si occupano di donne, con le autorità
locali e con i distretti di polizia; si tratta di donne in gravi difficoltà economiche,
vittime di violenza, abbandono, discriminazione; sono a Casa Nepal con uno o più figli
dato che non avrebbero chi può provvedere loro. Nella struttura, lavorano una assistente
sociale, Sonu, e due formatrici, Kalpana e Bindhiha - queste ultime provengono da
un precedente corso di formazione di Apeiron- che hanno lavorato intensamente per
creare un clima sereno e organizzare la vita comunitaria. Sin da maggio scorso
sono stati avviati i corsi di formazione all’esterno di Casa Nepal, in economia
alberghiera a cui hanno potuto accedere 7 ospiti, delle quali 6 hanno già trovato
un posto di lavoro; 2 ospiti hanno frequentato un corso per guardie giurate trovando
subito un impiego; 2 ospiti hanno seguito un corso di pittura Thanka e una di loro
è stata assunta dalla scuola stessa. Le altre beneficiarie, a causa del livello di
scolarizzazione inesistente o a causa di grossi problemi psicologici, hanno frequentato
all’interno della struttura i corsi di alfabetizzazione, di educazione informale (igiene,
salute, diritti fondamentali) e taglio e cucito. I bambini, invece, sono stati inseriti
in una scuola vicina. Non è stato possibile assumere ancora uno psicologo la cui mancanza
è stata compensata dalla assistente sociale Sonu, che vive e lavora all’interno della struttura.
Sono state fatte utili esperienze di danza terapia con un terapeuta italiano e laboratori di creatività
tenuti da volontari italiani. Si è valutata la necessità di una maggiore assistenza
psicologica e un inserimento nei corsi di formazione dopo attenta selezione.
Anche la condizione dei bambini senza madre ospitati a Casa Nepal potrebbe
rivelarsi difficile al momento ormai prossimo della uscita dalla struttura delle madri
con i figli, che hanno completato il soggiorno e la formazione; dato che continueranno
ad essere ospitati nella casa subirebbero il turn over degli altri ospiti con effetti
sicuramente negativi.